
Le fonti di sporco
- Polvere dei campi sollevata da aratura, semina e trebbiatura: terra fine che si lega all'umidità.
- Pollini e paglia in primavera ed estate.
- Ammoniaca e polveri delle stalle: sui tetti di stalle e allevamenti si forma una patina grassa che attira altra polvere.
- Polvere di mangimi e cereali vicino a silos ed essiccatoi.
- Guano di rondini, piccioni e storni, abbondante attorno a fienili e capannoni aperti.
- Residui dei trattamenti (rame, zolfo) nelle zone di vigneto e frutteto.
Quanto si perde
Sugli impianti agricoli mai puliti misuriamo regolarmente perdite del 30-40%. Un impianto da 100 kW su una stalla della Bassa Padovana o dell'Opitergino può produrre 70.000 kWh invece di 115.000: 9.000 € l'anno persi.
Quando pulire
Due volte l'anno: a maggio-giugno dopo le semine e la fioritura, e a settembre-ottobre dopo trebbiatura e raccolta. Evitare le settimane di lavorazione dei campi, altrimenti l'impianto si risporca in pochi giorni.
Come puliamo
Lo sporco agricolo è organico e appiccicoso: serve un ammollo prolungato con acqua demineralizzata per scioglierlo, poi la spazzolatura rotante. Mai prodotti chimici: oltre a danneggiare i moduli, finirebbero nelle grondaie e nel terreno. Sui tetti in fibrocemento (frequenti su stalle e fienili) lavoriamo con passerelle e senza calpestare le lastre.
Attenzione ai roditori
Nelle stalle e nei fienili i topi rosicchiano le guaine dei cavi sotto i moduli. Durante la pulizia controlliamo cavi e connettori e segnaliamo i danni: un cavo scoperto è un rischio di incendio, non solo di perdita di produzione.
Fatturazione
Fatturiamo all'azienda agricola con descrizione dell'intervento e riferimento all'impianto, utile anche per le verifiche GSE sugli impianti incentivati.
Articoli correlati
Pulizia pannelli fotovoltaici in Veneto: preventivo gratuito
Chiamaci, scrivici su WhatsApp con una foto dell'impianto o compila il modulo: ti diciamo subito quanto costa e quando possiamo intervenire.