
Perché il guano è il peggior nemico
Polvere e pollini riducono la luce in modo uniforme; il guano la blocca completamente su alcune celle. Quelle celle smettono di produrre e, essendo in serie con le altre, diventano una resistenza che dissipa calore: è l'hot spot, che può superare i 100 °C, bruciare l'incapsulante e danneggiare in modo permanente il modulo. In più il guano è acido (pH 3-4) e con il tempo corrode il vetro e le cornici.
Dove si trova di più
In città e nei centri storici (Padova, Treviso, Venezia-Mestre, Chioggia), vicino a fienili e stalle, sul litorale con i gabbiani, e su tutti i tetti dove i piccioni hanno trovato riparo sotto i moduli: lo spazio tra pannello e tegole è il nido ideale, riparato e caldo.
Come si rimuove
Mai raschiare a secco: si graffia il vetro. Il guano secco va ammorbidito con acqua demineralizzata per alcuni minuti, poi rimosso con spazzola rotante a setole morbide, ripetendo se necessario. Niente detergenti né candeggina. Chi lo fa deve indossare mascherina e guanti: il guano secco polverizzato è un rischio per le vie respiratorie.
Come prevenire
- Reti parapiccioni fissate al perimetro dei moduli con clip (senza forare): impediscono l'accesso sotto i pannelli. È la soluzione più efficace.
- Dissuasori a spilli su colmi, camini e bordi dove si posano.
- Rimuovere i nidi esistenti (fuori dal periodo di nidificazione) e pulire il sottotetto.
- I dissuasori sonori o a ultrasuoni funzionano poco.
Il controllo dopo la rimozione
Dopo aver pulito il guano controlliamo il modulo: se ci sono bruciature o scolorimenti sotto la zona coperta, l'hot spot ha già lasciato il segno e lo segnaliamo nel report. Una termografia mostra se la cella è ancora anomala.
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