
Cosa lascia l'inverno
Pioggia, nebbia e neve non lavano i moduli: li sporcano. L'acqua evapora e lascia il calcare; la nebbia della pianura veneta deposita particolato fine; la neve che scivola trascina lo sporco sul bordo inferiore. In montagna si aggiungono resina, aghi di conifera e polvere delle stufe a legna. Sui bordi mai puliti crescono muschi e licheni, favoriti dall'umiditΓ costante.
Il controllo da fare
La pulizia primaverile Γ¨ anche l'occasione per un controllo visivo dell'impianto:
- Moduli: vetri crepati da grandine o dal ghiaccio, scolorimenti, bruciature (hot spot), snail trail.
- Fissaggi: staffe e ganci allentati dal vento; morsetti ossidati.
- Cavi e connettori: guaine rosicchiate dai roditori che d'inverno cercano riparo sotto i moduli; connettori MC4 scollegati o anneriti.
- Ombreggiamenti: rami cresciuti, nuove antenne, comignoli.
- Grondaie: foglie e detriti accumulati sotto i moduli.
Neve e ghiaccio: cosa non fare
Non togliere la neve dai moduli con pale, scope dure o sale: si graffia il vetro e si danneggiano le cornici. La neve scivola da sola su moduli inclinati; su tetti piani si puΓ² usare una spazzola morbida con asta, senza forzare. Il sale corrode le cornici in alluminio.
In montagna
A Belluno, Feltre, in Cadore e Agordino il momento giusto Γ¨ appena la neve Γ¨ sparita dal tetto, fine aprile-maggio. La resina di abete si rimuove con ammollo prolungato in acqua demineralizzata e spazzola morbida, mai con solventi.
Quando chiamare l'installatore
Se durante la pulizia troviamo moduli rotti, cavi scoperti o connettori bruciati, li fotografiamo e li segnaliamo: la riparazione elettrica spetta a un installatore qualificato. Il nostro report ti dice esattamente cosa fargli controllare.
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