
Perché il mare sporca di più
Il vento dal mare trasporta microgocce d'acqua salata che si depositano sul vetro; l'acqua evapora e resta il sale, che con l'umidità notturna forma una patina grigia leggermente appiccicosa. Sopra si fissano sabbia, pollini e polvere. La pioggia scioglie una parte del sale ma lo ridistribuisce sul bordo inferiore, dove si concentra. In più, il guano di gabbiani e cormorani è frequente e molto aggressivo.
Quanto si perde
Sugli impianti che seguiamo a Jesolo, Caorle, Eraclea, Cavallino-Treporti, Chioggia e Sottomarina misuriamo perdite del 15-25% dopo un anno senza pulizia, contro il 10% dell'entroterra. Per un impianto da 6 kW sono 1.000-1.700 kWh, cioè 250-400 €.
La frequenza giusta
Due pulizie l'anno: a marzo-aprile per rimuovere il sale dell'inverno (quando le mareggiate e la bora sono più frequenti) e a settembre dopo la stagione turistica, con la sabbia e la polvere dell'estate. Campeggi, stabilimenti e hotel programmano in genere prima dell'apertura e dopo la chiusura.
Il metodo
L'acqua demineralizzata scioglie il sale in modo completo; l'acqua di rete, con il suo calcare, lo fissa ancora di più. Le spazzole rotanti rimuovono il velo senza graffiare. Il guano richiede ammollo di alcuni minuti prima della spazzolatura. Niente detergenti: i tensioattivi lasciano un film che attira ancora più sale.
Il trattamento antisporco
Sul litorale è il caso in cui il nano-coating idrorepellente rende di più: riduce l'adesione del sale del 40-60% e fa scivolare via la pioggia con lo sporco. Dura 1-2 anni e può permettere di passare da due a una pulizia l'anno.
Cornici e strutture
Il sale corrode l'alluminio delle cornici e le staffe in acciaio non inox. Durante la pulizia controlliamo ossidazioni e viti, e segnaliamo cosa sostituire.
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