
Un caso particolare
Gli impianti della Valbelluna, del Feltrino, dell'Alpago, del Cadore e dell'Agordino hanno un vantaggio: aria più pulita e temperature più basse, che fanno rendere meglio i moduli in estate. Ma hanno nemici specifici: resina di abete e larice, aghi e foglie, polvere delle stufe a legna in inverno, polvere delle segherie, guano e, ovviamente, la neve.
La neve
Sui tetti inclinati la neve scivola da sola quando il sole scalda il vetro, e nel farlo trascina parte dello sporco sul bordo inferiore, dove resta. Non va tolta con pale o scope dure né con il sale: graffi e corrosione costano più della produzione recuperata. Sui tetti piani, se proprio serve, una spazzola morbida con asta.
La resina
È lo sporco più difficile: gocce trasparenti che si induriscono e opacizzano il vetro. Non si toglie con la pioggia né con la spazzolatura veloce. Serve un ammollo di diversi minuti con acqua demineralizzata, poi la spazzola rotante; nei casi peggiori più passaggi. Mai solventi o alcol: intaccano il trattamento antiriflesso del vetro.
Quando pulire
Fine aprile-maggio, appena il tetto è libero dalla neve e prima dell'estate, che in montagna è la stagione di gran lunga più produttiva (giornate lunghe, aria limpida, temperature che non penalizzano i moduli). Una seconda pulizia a settembre elimina la polvere estiva e prepara l'impianto all'inverno.
Sicurezza
I tetti di montagna sono spesso ripidi (35-45°) e in lamiera o scandole: si lavora da terra con aste fino a 15 metri o con imbracatura e ancoraggi. I nostri operatori sono formati per il lavoro in quota e portano i DPI necessari.
Organizzazione
Programmiamo le trasferte in provincia di Belluno per vallata: se ci segnali l'impianto con qualche settimana di anticipo, lo inseriamo nel giro e la trasferta resta compresa nel prezzo da 190 €.
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