
Cosa succede al vetro
Il vetro temperato dei moduli (3-4 mm) resiste bene alla grandine e ai carichi, ma è sensibile alle differenze di temperatura improvvise: la zona bagnata si contrae mentre quella asciutta resta dilatata, e la tensione interna può superare il limite di rottura. Il risultato è una crepa che parte dal bordo o dal punto di impatto dell'acqua, spesso senza rumore, e che si nota solo dopo.
Le temperature reali
In una giornata serena di luglio a Padova, con aria a 33 °C, il vetro di un modulo nero raggiunge 65-75 °C; con poco vento anche 80. L'acqua di rete o demineralizzata in estate è a 15-20 °C. La differenza è di 50-60 °C. Le linee guida dei produttori indicano una differenza massima tra acqua e vetro di 20-25 °C: in pratica, vetro sotto i 35-40 °C.
Non solo il vetro
Anche le celle in silicio, incapsulate nell'EVA, subiscono la contrazione improvvisa: si formano microfratture invisibili a occhio nudo, che riducono la produzione e crescono nel tempo (con l'elettroluminescenza si vedono come linee scure). Le saldature tra celle possono staccarsi.
Gli orari giusti
- Estate: dalle 6 alle 9-10 del mattino, o dalle 18 in poi; oppure nelle giornate coperte.
- Primavera e autunno: mattino fino alle 11, pomeriggio dalle 16; nelle giornate fresche tutto il giorno.
- Inverno: tutto il giorno, ma solo senza gelo (l'acqua non deve congelare).
Il trucco del prelavaggio
Se il vetro è tiepido (30-40 °C) si inizia con una nebulizzazione leggera che raffredda gradualmente la superficie, poi si procede con il lavaggio vero. Mai un getto pieno su un modulo caldo.
Come lo verifichiamo
Con un termometro a infrarossi puntato sul vetro prima di iniziare. Se è sopra i 40 °C, aspettiamo o rimandiamo. Un'impresa che propone di pulire alle 14 di luglio non ha considerato il problema.
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