
Perché di solito non servono
Lo sporco sui moduli è per la maggior parte minerale (polvere, calcare, sale) e organico leggero (pollini, guano secco). L'acqua demineralizzata, essendo priva di sali, ha un forte potere solvente sul minerale; la spazzolatura meccanica toglie l'organico. Il risultato è un vetro pulito e senza residui. Aggiungere un detergente significa dover risciacquare più a lungo per non lasciare un film.
Cosa non usare
- Sapone per piatti e detersivi: lasciano tensioattivi che attirano polvere.
- Aceto e anticalcare: acidi, corrodono la cornice in alluminio e il trattamento antiriflesso.
- Alcol e solventi: sciolgono i sigillanti e il rivestimento del vetro.
- Prodotti per vetri con ammoniaca: aggressivi sulle guarnizioni.
- Candeggina e antimuschio: corrosivi, inquinanti, finiscono nelle grondaie.
- Cere e brillantanti: creano un film che riduce la trasparenza.
Quando un detergente ha senso
Sporco grasso: fuliggine oleosa vicino a camini industriali, residui di cucine (ristoranti), vapori di lavorazioni meccaniche, pellicola da stalle intensive. In questi casi si usa un detergente specifico per fotovoltaico a pH neutro, biodegradabile, in soluzione molto diluita, seguito da risciacquo abbondante con acqua demineralizzata. Non è mai il primo tentativo.
I "prodotti specifici per fotovoltaico"
Esistono e sono corretti quando a pH neutro e indicati dai produttori dei moduli. Il loro costo e il risciacquo necessario li rendono giustificati solo su sporco grasso; su polvere e calcare non aggiungono nulla all'acqua demineralizzata.
I trattamenti antisporco
Non sono detergenti ma protettivi: si applicano sul vetro pulito e asciutto e creano uno strato idrorepellente che riduce l'adesione dello sporco. Sono un'altra categoria e ne parliamo in un articolo dedicato.
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