
Cosa è
La termografia usa una termocamera a infrarossi per misurare la temperatura superficiale dei moduli. In un impianto sano tutti i moduli hanno la stessa temperatura (con il centro leggermente più caldo dei bordi). Ogni anomalia elettrica produce calore e appare come una zona più calda.
Cosa rivela
- Hot spot: singole celle a 10-30 °C sopra le altre (guano, ombre, celle rotte).
- Diodi di bypass guasti: un terzo del modulo più caldo o più freddo degli altri due terzi.
- Moduli in circuito aperto: tutto il modulo più caldo (non produce, tutta l'energia solare diventa calore).
- Stringhe spente: fila di moduli tutti più caldi.
- Connettori e scatole di giunzione surriscaldati: rischio di incendio.
- PID (degrado da potenziale): moduli a scacchiera, più caldi verso il polo negativo della stringa.
- Microfratture e snail trail: pattern caldi irregolari.
Quando farla
Con irraggiamento sopra i 600 W/m² (giornata serena, da tarda mattina a metà pomeriggio), con l'impianto in funzione e i moduli puliti: lo sporco falsa la lettura. Per questo la facciamo subito dopo la pulizia. Frequenza consigliata: ogni 1-2 anni sui capannoni e sugli impianti sopra i 20 kW; sulle case quando la produzione non torna ai valori attesi dopo la pulizia.
Cosa ricevi
Un report con le immagini termiche e visibili di ogni anomalia, la sua posizione (stringa e modulo), la temperatura misurata e il tipo di difetto probabile. Il report va all'installatore o al manutentore elettrico per la riparazione.
Cosa non fa
La termografia non misura la produzione né sostituisce le verifiche elettriche (curve I-V, isolamento). È uno strumento di diagnosi rapida per capire dove guardare.
Prezzi
Da 190 € per impianti residenziali; capannoni da 0,5 € a modulo con minimo 250 €. Termografia con drone per i grandi impianti su preventivo.
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