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Hot spot sui pannelli fotovoltaici: cause, rischi e come prevenirli

Gli hot spot sono zone surriscaldate del modulo causate da ombre, sporco localizzato o celle difettose. Come si individuano con la termografia e perché la pulizia li previene.

In breve: Un hot spot è una cella che invece di produrre dissipa calore, arrivando a 80-120 °C. Cause: guano, foglie, sporco sul bordo, ombre, celle rotte. Danneggia il modulo in modo permanente e può innescare incendi. La pulizia regolare è la prevenzione più semplice.
Hot spot sui pannelli fotovoltaici: cause, rischi e come prevenirli
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Cosa succede in una cella ombreggiata

Le celle di un modulo sono collegate in serie: la corrente che le attraversa è la stessa. Se una cella riceve meno luce (guano, foglia, sporco, ombra), non riesce a produrre la corrente delle altre e viene "forzata" in polarizzazione inversa: invece di generare, assorbe l'energia delle celle vicine e la trasforma in calore. È l'hot spot.

Le temperature

Una cella normale in estate sta a 50-65 °C. Un hot spot arriva a 80-120 °C, in casi estremi oltre 150 °C. A queste temperature l'EVA (l'incapsulante) ingiallisce e si delamina, il backsheet si brucia, le saldature si staccano, il vetro può rompersi. Il diodo di bypass dovrebbe intervenire per proteggere la sezione, ma se è sottodimensionato o guasto, il calore continua.

Le cause

  • Sporco localizzato: guano, foglie incollate, striscia di sporco sul bordo inferiore. È la causa più frequente e la più facile da eliminare.
  • Ombre parziali: comignoli, antenne, rami, neve residua.
  • Celle difettose: microfratture, difetti di produzione, saldature interrotte.
  • Diodi di bypass guasti.

Come si individuano

Con una termocamera, in una giornata di sole: gli hot spot appaiono come punti o strisce nettamente più calde (10-30 °C di differenza) rispetto al resto del modulo. A occhio, sui casi avanzati, si vedono macchie brune sul backsheet, celle scolorite o vetro con "bruciature". Facciamo termografia su richiesta durante la pulizia.

I rischi

Perdita permanente di produzione del modulo, rottura, e nei casi peggiori incendio: gli hot spot con scatola di giunzione danneggiata sono tra le prime cause di incendio degli impianti fotovoltaici, soprattutto su tetti in legno o con isolanti combustibili.

La prevenzione

La pulizia regolare elimina la causa numero uno. Il controllo visivo durante la pulizia individua ombre nuove e moduli anomali. La termografia annuale sui capannoni intercetta i problemi prima che diventino gravi. Un modulo con hot spot conclamato va sostituito.

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